Alzheimer

Il numero dei malati di Alzheimer è in aumento e chi si prende cura di loro ha sempre più bisogno di aiuto e sostegno.
La famiglia è il punto di riferimento principale dell’assistenza alle persone colpite da Alzheimer. Nei prossimi 25 anni il numero dei malati aumenterà in modo esponenziale e i familiari hanno bisogno di sostegno pratico, emotivo per potersi prendere cura del malato.

Per il familiare l’esperienza di cura ed assistenza del malato di Alzheimer risulta un’esperienza molto dolorosa dal punto di vista psicologico ed estremamente complessa da gestire sul piano comportamentale.
Le persone malate di Alzheimer o con altre demenze, a causa della gravità delle loro condizioni fisiche e psichiche, hanno bisogno di cure continue per contrastare quanto è possibile gli effetti della malattia e alleviare le loro sofferenze. Nelle situazioni più gravi non sono capaci di manifestare i bisogni più elementari e la loro stessa sopravvivenza dipende dagli altri.
Pur essendo malati cronici, hanno necessità di essere curati e assistiti attraverso un attento ascolto dei loro bisogni inespressi: la relazione con il malato di Alzheimer può risultare assai complicata per chi deve costantemente tradurre, interpretare codici comportamentali e linguistici confusi e a volte inafferrabili.

Per alleviare le fatiche psichiche e gestionali si propongono consulenze individuali e di gruppo finalizzate a fornire strumenti e strategie di fronteggiamento degli aspetti più complessi della malattia, attraverso tecniche semplici che permettono di aiutare e aiutarsi nel cammino di questa difficile esperienza di vita. Si forniranno tecniche e strategie dell’Approccio Capacitante del dottor Pietro Vigorelli (Gruppo Anchise Milano), un approccio specifico e mirato alla gestione di questa complicata malattia.
La consulenza, inoltre, si pone come obiettivo quello di supportare su piano psicologico il familiare spesso dominato da una sofferenza e disperazione nel caos emotivo e cognitivo che questa malattia evoca.